Tratto da una supposta buona pratica che adottiamo nello sviluppo di Branded Portal per il B2B Thought Leadership Development.

Nell'economia dei servizi, nell'economica delle cose che non si toccano, dove pare essenziale che tutto abbia una dimensione digitale, il digitale va fatto per durare. Come una sedia, che quando la compri ti aspetti che duri fino all'ultimo dei giorni o fino a che te ne stufi.

Il digitale fatto per durare, dura perché solido, perchè flessibile e accogliente evoluzioni necessarie per le mutate esigenze di business. Dura perché finanziariamente sostenibile.

Ed è su quest’ultimo punto, quello della sostenibilità finanziaria di product system digitali, che va la nostra attenzione. Perché sul connubio digital e finance c’è da lavorare.

Cosa si intende per finanziariamente sostenibile?

Innanzitutto, stiamo parlando di product system, ossia prodotti digitali che sono in realtà dei sistemi in quanto realizzati grazie all'integrazione di più servizi fruiti in modalità as a service.

Ad esempio, un sito web personale, con integrato un form di iscrizione ad una newsletter erogata grazie ad un popolare sistema di email marketing, è un product system.

Progettare e realizzare product system finanziariamente sostenibili vuol dire far sì che il sistema possa essere mantenuto economicamente e finanziariamente nel tempo da chi ne detiene la proprietà: tu, se lo stai realizzando per te, o il cliente, se lo stai facendo per una terza parte.

Essere sostenibile economicamente vuol dire, in termici pratici, che il costo annuo complessivo del product system sia nelle piene disponibilità della proprietà.

Essere sostenibile finanziariamente vuol dire, in termici pratici, che la proprietà ne possa pagare le fatture mese per mese.

E, entrambi gli aspetti di sostenibilità devono essere valutati su un orizzonte temporale di medio termine. Ossia, posso permettermi, in una annualità tipica, di supportare questo impegno economico e finanziario?

ESEMPIO PRATICO DI PROGETTAZIONE FINANZIARIA

Mettiamo a confronto due società di consulenza: la microConsuLenze e la Megaconsult.

La microConsuLenze è una piccola società di revisione contabile con tre soci fondatori e cinque revisori. Vorrebbe ristrutturare il proprio sito web, con un approccio centrato sui contenuti, in forma prevalentemente di articoli realizzati dai professionisti della società, con l’obiettivo di attrarre nuovi clienti.

La Megaconsult è una società di revisione e consulenza finanziaria con 1.000+ dipendenti, headquarter italiano e presenza in cinque Paesi. Vorrebbe realizzare un portale ad hoc, sponsorizzato dalla società ma con un proprio brand e posizionamento. I contenuti verrebbero realizzati da parte dei professionisti di Megaconsult, così come da guest e giornalisti professionisti, sia in forma di articoli tradizionali, ma anche inchieste di data journalism, video-interviste e molto altro. L’obiettivo è di accrescere la propria autorevolezza.  

Date le esigenze e la dimensione, microConsuLenze potrebbe avere un proprio sito web con CMS per la gestione dei contenuti, una newsletter mensile e un set di form volti a catturare potenziali clienti in punti strategici del sito. Niente di più. E le informazioni di contatto dei form confluirebbero direttamente nella inbox di uno dei soci, visto che non c’è particolare interesse a dotarsi di un CRM. In questo contesto, una prima lista della spesa potrebbe essere la seguente.

  • Website builder e Hosting con Webflow, utilizzando il piano CMS che consente di avere un numero adeguato di visitatori mensili (100K), 2K articoli e 1K form submission mensili. Data l’essenzialità del servizio, prevediamo il pagamento annuale.
  • Privacy policy con Iubenda, utilizzando il piano basic, che prevede l’integrazione di quattro clausole/servizi, qui sufficienti.
  • Cookie policy e cookie consent con Metomic, utilizzando il piano Community, che consente 100K visite al mese e di cui ci accontentiamo di non poter rimuovere il branding.
  • Newsletter con Buttondown, utilizzando il piano Simple, ipotizzando una situazione prudenziale a regime di 2K iscritti. Il servizio prevede il pagamento mese per mese.

Vista invece la portata del progetto di Megaconsult, oltre a prevedere un CMS con ampio numero di content editor e una newsletter mensile, andiamo ad aggiungere uno strumento performante di web analytics e uno strumento di visitor tracking funzionale alla strategia aziendale di Account-based Marketing. Qui, una prima lista della spesa potrebbe essere la seguente.

  • Website builder e Hosting con Webflow, utilizzando il piano Business che consente di avere un numero adeguato di visitatori mensili (1M), 10K contenuti, form submission illimitate e CDN globale.
  • Privacy policy con Iubenda, utilizzando il piano Pro, che prevede clausole/servizi illimitati, policy in più lingue e rimozione del branding.
  • Cookie policy e cookie consent con Metomic, utilizzando il piano Pro, che non ha limitazione di visite e consente di rimuovere il branding.
  • Newsletter con Buttondown, utilizzando il piano Professional, ipotizzando una situazione prudenziale a regime di 50K iscritti.
  • Web Analytics con Matomo, utilizzando il piano Business così da avere i dati a disposizione per 24 mesi, su una ipotesi di 300K pageview mensili.
  • ABM Visitor tracking con Leadfeeder, utilizzando il piano Premium nell'ipotesi di 400-700 lead unici scovati al mese.

Megaconsult, ove disponibile come opzione, preferisce pagare tutto con piani annuali, visto che non ha particolari pressioni di cassa e sa che pagando con tariffazione annuale si ottengono condizioni più vantaggiose.

Ora, fatta la lista della spesa, possiamo tracciare i profili finanziari dei due prodotti.

Sono profili finanziari di progetto soddisfacenti? O, meglio, cosa ce ne si può fare delle considerazioni fatte finora?

DOVA STA LA SOSTENIBILITA’

La sostenibilità, il progettare un digitale che duri, sta nell'integrare l’analisi economico-finanziaria nella propria prassi di progettazione iterativa di prodotti sistemici digitali.

Quindi, progettando e iterando non solo UX e UI, ma anche il finance. Solo così, oltre ad aver curato la centralità dell’utente e l’estetica del prodotto, si avrà curato anche la sostenibilità nel tempo di quest’ultimo.

A parità di UX e di UI esistono diversi scenari finanziari. Così come UX e UI possono essere ripensate per favorire uno scenario finanziariamente confacente. Insomma, va inserita una nuova dimensione progettuale, che oggi trova spesso il suo spazio solo al termine del progetto.

Quando, infatti, nell'esempio, abbiamo fatto la lista della spesa, utilizzando un tale servizio perché gratuito, ma accettando di non poterne rimuovere il branding, abbiamo trovato un primo punto di equilibrio tra finance, UX e UI. Ma non è necessariamente l’unico scenario progettuale possibile.

COME PROGETTARE UN DIGITALE CHE DURI

Se stai pensando che l’approccio sia sensato, abbiamo deciso di mettere a disposizione di tutti, gratuitamente, uno strumento semplice, mutuato dalla nostra pratica, per la progettazione economica e finanziaria di product system digitali. Lo trovi qui.