Questa è la storia di uno di noi. Di due di noi, due generazioni contrapposte. Un modo di fare impresa che ora sta venendo stravolto. Un modo di “innovare” che sta cambiando profondamente, cambiando di senso.

DUE MASCHI: FLAVIO E CESARE

Flavio è un omone, ma nonostante sia grande, grosso e cresciuto, non gli cresce una folta barba. Per giunta, gli cresce lentamente, raggiungendo lunghezze di non molti millimetri.

Nonostante ciò, Flavio ha nella propria routine mattutina, un giorno sì e un giorno no, il taglio della barba.

Per il taglio della barba, Flavio segue modalità comuni a tutti i suoi coetanei. Usa solo prodotti di marca, che acquista al supermercato: rasoio con testine ricambiabili a otto lame e schiuma da barba per pelli sensibili. Un pò come Banksy.

Cesare, il nonno di Flavio, ha fatto la guerra. Anche Cesare ha una barba tipo quella di Flavio e se la fa anche lui un giorno sì e un giorno no.

Cesare, però, non riesce proprio a farsi la barba come fa Flavio. Cesare usa il pennello da barba e il rasoio di sicurezza che ha da più di dieci anni, che gli erano costati un po' ma sono durati una vita. Insieme con il sapone da barba.

I prodotti che usa Cesare si trovano in quei negozi dal sapore molto vintage come le profumerie artistiche o le coltellerie. Oppure, si possono trovare online sui siti di piccole aziende italiane specializzate.

Flavio vede Cesare con il suo modo arcaico di farsi la barba e non capisce: sembra un modo scomodo e, soprattutto, poco conveniente con tutto quell’armamentario costoso.

Cesare vede Flavio e non capisce: come si fa a spendere tutti quei soldi tutti i mesi per un sistema che rovinerebbe la sua pelle molto sensibile.

STESSA BARBA: DUE PARADIGMI DI BUSINESS

Flavio e Cesare sono i consumatori di due innovazioni del loro tempo, con due modelli di business agli antipodi.

Flavio appartiene alla società moderna. E la società moderna ha chiesto di innovare per rispondere a criteri di velocità, comodità, accessibilità. E così ha abbracciato un modo di rasarsi sì veloce, comodo e accessibile, ma anche sconveniente.

Perché il Total Cost of Ownership non è più una priorità del consumatore. Le priorità sono altre, di più breve periodo.

E perché il Total Cost of Ownership del consumatore non è un pensiero delle imprese, che si valutano e vengono valutate su altri paradigmi.

Sconveniente per le tasche dei singoli consumatori, sì. E sconveniente anche alla vita.

Nonostante gli aspetti ambientali, qui rappresentati in un loro minuscolo spaccato, quello dei rifiuti prodotti, rappresentino solo una piccolissima parte del nuovo paradigma del fare impresa, questo spaccato può assolvere una prima funzione esemplificativa di una innovazione che non guarda alla società in cui è inserita, ma solo al beneficio dell'individuo consumatore.

INNOVARE NEL NOME DEL SHARED VALUE

E allora, in un momento in cui i paradigmi di business stanno biologicamente innovandosi, questa innovazione deve essere accelerata dalle imprese in logica shared-value first.

Quello Shared Value Porteriano che, in fondo, può semplicisticamente venir letto come semplicità e buon senso. Da parte delle imprese. E da parte dei consumatori.

Noi, facciamo la nostra parte in questo senso quando ci occupiamo di disegnare nuovi prodotti e servizi per chi ce lo chiede, ma anche quando aiutiamo i nostri clienti nella (ri)progettazione aziendale con l'innovazione al centro e quando supportiamo i clienti nel comunicare questi valori attraverso contenuti digitali ad hoc.