Il crescente interesse verso l’analisi dei dati aziendali al fine di prendere decisioni informate ha portato alla proliferazione di soluzioni software di business intelligence.

Tutte queste soluzioni sono finalizzate ad abilitare l’utilizzatore aziendale, più o meno formato sulla specifica soluzione e sul tema della business intelligence, ad analizzare i propri dati realizzando dashboard informative.

Per quanto le diverse soluzioni software di business intelligence ambiscano ad abilitare l’utilizzatore all'analisi dei propri dati, non sempre tutte le soluzioni lo fanno come ci si aspetta.

Per questo motivo, abbiamo creato questa guida pratica alla scelta del software di business intelligence più adatto alle tue esigenze. Guida che è frutto del nostro lavoro sul campo al servizio di clienti, in particolar modo in relazione al nostro mestiere di digitalizzazione di questionari cartacei e realizzazione di relative dashboard interattive di analisi dei risultati .

Software di business intelligence: variabili di scelta

Nello scegliere la soluzione software di business intelligence è necessario considerare tre principali variabili di scelta: esigenze di condivisione delle dashboard, capacità di analisi e prezzo.

Una quarta variabile importante può essere la capacità del software di reperire i dati da fonti collegabili in automatico, anziché questi vengano caricati sul software tramite fogli di calcolo. Ma, in questa guida, consideriamo di voler analizzare dati che abbiamo in un foglio di calcolo: uno scenario molto diffuso.

Per quanto riguarda la condivisione delle dashboard realizzate, la limitazione principale che viene posta dalle soluzioni di mercato è sul controllo del numero di utenti che può interagire con la dashboard, navigando tra le informazioni.

In altre parole, la dashboard può essere realizzata dall'utente con il proprio account di utilizzo del software di business intelligence, ma la dashboard potrà essere visualizzata solo da altri utenti con specifiche licenze di visualizzazione dello stesso software.

Ogni fornitore di software offre diverse condizioni, a diversi prezzi, in materia di capacità di condivisione (più o meno controllata) delle proprie dashboard. E questo risulta dunque essere un fattore di forte attenzione nel momento della scelta del software più adatto.

Fattore che va di pari passo con la capacità di analisi del software in questione.

Difatti, software di business intelligence che si limitano alla mera visualizzazione statica di dati, non pongono grandi limitazioni in termini di utenti che possono visualizzare la dashboard. Il risultato che si ottiene, però è una pagina web che mostra dei risultati senza che il visualizzatore possa interagire con la dashboard e navigare i dati.

Software di business intelligence che, invece, propongono elevate capacità di analisi del dato ed interazione con la dashboard limitano le possibilità di interazione con quest’ultima ad alcuni noti a priori e che hanno acquistato specifiche licenze.

Software di business intelligence: possibili soluzioni

Abbiamo dunque sintetizzato le principali variabili di scelta in questa matrice, in cui abbiamo anche proposto alcune possibili soluzioni, tutte con un piano di inizio gratuito che consente una ampia operatività.

E’ molto improbabile trovare una soluzione che offra ampie capacità di analisi e interazione dei dati per la realizzazione di dashboard da condividere in forma privata con un numero di utenti non noti a priori.

Per questo, noi ci siamo attrezzati per avere una soluzione di questo tipo, che utilizziamo nei nostri progetti a beneficio del cliente. Se stai riscontrando questa esigenza, non ti resta che contattarci per ragionare insieme su come poter collaborare.

Se hai trovato tanta confusione su cosa sia il marketing online B2B, o se hai trovato tanto materiale che parla di marketing online, ma che senti non sia adatto al mondo B2B, bene.

Bene perché crediamo che qui tu possa trovare ciò che ti serve: una fotografia pragmatica di cosa sia il marketing online per aziende che operano in mercati B2B.

Marketing online B2B: cos'è

Il marketing online B2B è l’insieme di attività che una azienda mette in atto per farsi conoscere e conoscere potenziali clienti aziendali utilizzando i canali digitali.

Il marketing online B2B è tipicamente parte di una più ampia strategia di marketing B2B, che ha al suo interno un insieme di attività, più o meno importante, online.

Rientrano in una sfera di marketing online B2B attività come la stesura di contenuti per il proprio sito web, la realizzazione di campagne promozionali su canali social o la realizzazione di un piano di webinar di approfondimento di temi specifici.

Queste attività esemplificative sono tutte attività che si sviluppano online. E, se le prime sue (contenuti per il sito e campagne promozionali sui social), possono essere svolte sia in ambito B2B sia in ambito consumer, il piano di webinar è sicuramente una attività di marketing online più specificatamente nata per il mondo B2B.

Da questa considerazione possiamo quindi dedurre che, se parliamo di marketing online B2B, è fondamentale che le attività di marketing, oltre che svolgersi online, siano pensate per un mercato B2B.

Marketing online B2B: perchè

Attivare in azienda risorse e processi per implementare un piano di marketing online B2B è importante per diversi motivi.

In termini generali, i canali digitali rappresentano il modo ideale per scoprire e raggiungere profili ideali di clienti su scala, sia in modo diretto sia in modo indiretto.

Scala che, quindi, può significare raggiungere aree territoriali non presidiate, anche di natura internazionale, se pertinente con i piani di sviluppo aziendale.

Ma, non solo.

I canali di digitali e, con loro, il marketing online B2B, rappresentano la modalità preferenziale per coltivare la relazione con costanza con un cliente aziendale. Difatti, è impensabile che durante la relazione diretta che si ha con quest’ultimo (e.g.: messaggi, telefonate, riunioni) si riesca a comunicare tutte le proprie abilità e novità. Ecco che, quindi, il marketing online B2B può introdurre una componente di relazione indiretta volta a coltivare la relazione anche con il cliente più fidato.

Marketing online B2B: come farlo

Per fare marketing online B2B non si può prescindere dalla presenza di un sito web quale asset portante ogni tipo di piano e azione. Sito web che deve servire a comunicare e a raccogliere manifestazioni di interesse (e.g. compilazione di form).

Il sito web è la casa di contenuti digitali pensati per sviluppare il proprio marchio e/o per catturare contatti con cui avviare una relazione più diretta.

Contenuti che vengono distribuiti dall'azienda attraverso canali digitali in modo organico o a pagamento e che sono il modo con cui dialogare con chi si ha virtualmente di fronte.

Contenuti che parlano dell’azienda, dei traguardi raggiunti, delle proprie novità, ma anche parlano in modo disinteressato di argomenti utili al lettore e che qualificano la propria azienda quale soggetto competente. Questa, in particolare, è anche una delle attività che noi siamo bravi a fare.

Come abbiamo scritto in precedenza, nel 2020 è nato il marketing B2B, portato da un virus che ha reso le nostre eccellenti imprese coscienti che il paradigma di mercato è cambiato e, con esso, il modo con cui le aziende vanno a mercato, gestiscono i clienti e si raccontano.

Con la nascita del marketing B2B, nasce la conseguente esigenza di impostare le strategie aziendali di marketing B2B. Che, però, per la maggior parte delle aziende, è una nuova dimensione strategica mai considerata prima, o comunque considerata solo marginalmente.

Per definire le proprie strategie di marketing B2B, è bene non lasciarsi trasportare dal replicare concetti e pratiche del mondo consumer, perché le strategie di marketing B2B vanno costruite su una diversa architettura.

E l’architettura di marketing B2B che l’azienda definisce è il primo fattore che determina il successo o meno dell’azienda nel nuovo contesto di mercato.  

Ciò detto, che quindi non esiste un insieme di strategie di marketing B2B di successo per tutti, abbiamo voluto proporre qui tre pilastri di una possibile architettura comune: gestione sistematica della relazione con il cliente, creazione e distribuzione di contenuto di valore, realizzazione di esperienze offline indimenticabili.

Gestione sistematica della relazione con il cliente

Il cliente e chi lo deve ancora diventare, dal momento in cui quest’ultimo è stato individuato, ma ancor prima, quando ancora non è stato stabilito un primo contatto, è sempre più prezioso.

Pertanto, non ci si può più permettere di lasciare che la relazione si sviluppi in modo casuale.

La relazione deve essere gestita in modo sistematico, veicolando la storia dell’azienda nel modo in cui l’azienda stessa ritiene opportuno e acquisendo le numeriche utili a prevedere le opportunità di business che il modello relazionale adottato è in grado di generare.

Come gestire in modo sistematico la relazione con il cliente

Per poter gestire in modo sistematico la relazione con il cliente, l’azienda necessita di due elementi abilitanti.

Il primo è la progettazione di un piano integrato di marketing, comunicazione e vendite di medio termine coerente con la strategia aziendale.

Il secondo, l’adozione di una soluzione di Customer Relationship Management (CRM) che ben si possa integrare con tutti gli strumenti di lavoro quotidiano delle persone (i.e.: e-mail, calendar, task, web meeting). E la sua corretta implementazione nel contesto aziendale.

Cosa non dare per scontato

Questi due elementi abilitanti non sono però da soli sufficienti. Gestire con sistematicità la relazione con il cliente richiede che piano di marketing e CRM vengano governati e operati con coerenza nella quotidianità.

Creazione e distribuzione di contenuto di valore

La relazione con il cliente e con chi ci auguriamo lo diventi va coltivata sulla base di contenuti per lui di valore.

Contenuti pensati e realizzati per essere distribuiti sui canali digitali, per coltivare la relazione e creare fiducia ogni giorno, pur senza essere presenti sullo stesso tavolo.

Contenuti che possano parlare dei traguardi raggiunti e delle novità aziendali, ma anche contenuti non autoreferenziali, che siano di supporto al cliente. Un argomento a noi caro, tanto da averne fato un mestiere vero e proprio, che chiamiamo B2B Thought Leadership Content Development.

Produzione e distribuzione di contenuti che non può prescindere dal primo dei pilastri che stiamo qui proponendo. Infatti, i contenuti possono essere capitalizzati al meglio solo in un contesto di gestione sistematica del cliente (o quantomeno di volontà di farlo).

Come creare e distribuire contenuti di valore

Per poter creare e distribuire contenuti di valore, servono tre elementi abilitanti.

Il primo è un piano editoriale dettato da una linea editoriale coerente con le strategie aziendali, che dia visibilità sulle tipologie di contenuto da produrre durante l’anno e abbia una pianificazione operativa su base trimestrale.

Il secondo elemento abilitante è la conoscenza degli strumenti che permettono di realizzare contenuti digitali di valore. Difatti, oggigiorno, un articolo che tratta un determinato argomento può essere facilmente sostituito da un contenuto interattivo più coinvolgente, come ad esempio una dashboard interattiva navigabile dall'utente, che pur veicola le stesse informazioni.

Infine, il terzo elemento abilitante è la costruzione dei canali di distribuzione del contenuto, tra loro orchestrati. Partendo del proprio sito web, colonna portante della distribuzione, fino alla scelta dei canali social opportuni o alla costituzione di una newsletter.

Cosa non dare per scontato

Creare e distribuire contenuti che emergano dalla massa è un lavoro che richiede impegno di risorse (uomo o investimenti) e che richiede grande costanza.

Serve infatti lavorare giorno dopo giorno con l’aspettativa di ottenere risultati nel medio e lungo periodo: è una operazione che lavora sul valore del marchio. Lo stesso marchio che ha permesso alle aziende di lavorare con profitto per molti decenni, e che oggi si costruisce così, non più con il solo lavoro ben fatto e il passaparola.

Realizzazione di esperienza offline indimenticabili

Prima o poi, ci saranno gli incontri fisici, in occasione di visite cliente o incontri progettuali.

I momenti di incontro fisico saranno diversi da quanto è sempre accaduto, nel numero e nelle modalità. Per questo, andranno valorizzati, anche ripensandone forma e contenuti. Valorizzarli al fine di renderli indimenticabili.

Gli incontri fisici non saranno più una commodity e dovranno rappresentare uno degli asset portanti della propria strategie di marketing B2B.

Avviare un programma di formazione a distanza può essere più tortuoso di quanto dovrebbe essere se non si adotta un approccio olistico al tema progettuale.

Frutto di un lungo percorso di lavoro e studio sul tema, condividiamo qui i tre (o quattro) mattoni che, tutti insieme, compongono il sistema di sfide manageriali (o imprenditoriali) per partire con un programma di formazione a distanza.

Piattaforma di formazione a distanza

Dotarsi della giusta piattaforma di formazione a distanza è una delle sfide da affrontare.

Una sfida perché il mercato dei software LMS (Learning Management System) è uno dei più ricchi di soluzioni. E, orientarsi, può spesso essere difficile.

Ma anche perché, se è vero che la formazione che verrà sarà profondamente diversa da quella odierna, più informale, micro e ricca di contenuti non convenzionali, la piattaforma giusta da adottare potrebbe non appartenere alla categoria degli LMS.

Disegnare una roadmap progettuale con al centro il discente fungerà da faro nei momenti di maggiore confusione.

Owner di contenuto

Se di piattaforme LMS il mercato abbonda, meno abbondano contenuti formativi e relative modalità didattiche che emergono dal rumore di fondo creato dal costante bombardamento di contenuti digitali che tutti subiamo.

Pensare e realizzare contenuti formativi che emergono è forse la sfida più dura da vincere.

E’ la sfida più dura da vincere per molteplici motivi, ma da un punto di vista manageriale lo è perché non si hanno tutte le armi per affrontarla in casa.

Gli owner di contenuto sono spesso esterni alla propria organizzazione, almeno per quanto riguarda tutti quei temi formativi non afferenti al core business aziendale.    

Ricercare e costruire un network di collaboratori esterni che permettano di realizzare contenuto che emerge è dunque cruciale per il successo dell’iniziativa.

Produzione di contenuti

In ultimo, i fruitori di contenuti formativi esigono, mutuando la loro esperienza di consumatori, che questi vengano prodotti ad alta qualità e su scala.

Ideare format innovativi di contenuto e produrli su scala a costi accessibili è una sfida che richiede capacità progettuali e i giusti partner. Perché soluzioni alternative alle slide animate esistono, eccome.

Go-to-market e sostenibilità economico-finanziaria

Infine, per chi si accinge ad avviare un programma di formazione a distanza direct-to-consumer, tipico ad esempio delle business school private, esiste una sfida di mercato.

La sfida di mercato è la stessa che affrontano altri business pure digital. Una sfida nel trovare la giusta strategia di go-to-market e il giusto equilibrio economico-finanziario tra costi di prodotto, di marketing, prezzo di vendita e fidelizzazione del discente.

Sfida di mercato che è sì presente anche nei programmi di formazione interni alle aziende, ma che in questo caso ha un peso diverso.

Come partire alla grande fin dal principio

Se pensi di aver bisogno di un supporto nello sviluppo della tua progettualità, possiamo senza dubbio darti una mano. Abbiamo grande esperienza nell'impostare e operare programmi e unità di business che si occupano di formazione a distanza. Saremo felici di condividere con te questa nostra esperienza.

E così, il Covid-19 ha portato molti professionisti impiegati nelle nostre aziende a conoscere la Cassa Integrazione (o Fondo di Integrazione Salariale). Staremo vaghi su questo punto, non potendo addentrarci con cognizione in temi giuslavoristici.

C'è, però, fretta di dare risposta ai professionisti che stanno conoscendo questa nuova situazione. Risposta ad una domanda. A quanto ammonta, ora, la propria retribuzione?

Allora, qui in Ubez, da una idea Federico Collarin, con il supporto di Ingrid Pregnolato, non abbiamo perso tempo.

Mappa delle retribuzioni

Navigando la mappa puoi visualizzare quale sarà la tua retribuzione nei prossimi mesi, in funzione della tua Retribuzione Annua Lorda (RAL) e delle ore di cassa integrazione.

Calcolo puntuale della retribuzione

Sei un HR e vuoi condividere un file Excel con le tue persone? Scrivici, te lo inviamo volentieri. Le tue persone potranno inserire la loro RAL, le ore previste di lavoro, ed avere una stima puntuale e prudenziale della loro retribuzione.

Modello di calcolo

Abbiamo alcune puntualizzazioni da fare sul modello che abbiamo elaborato per realizzare questi due strumenti. Tutte queste puntualizzazioni si rifanno al principio che si è voluto realizzare degli strumenti per dare risposta concreta, immediata e prudente. Non una risposta precisa e personale.

  • La tipologia di CCNL e il numero di mensilità hanno una variabilità trascurabile sul valore finale. Questo è valido per i CCNL metalmeccanici, commercio, turismo, autotrasporti e logistica, con 13 o 14 mensilità. Nel modello viene considerato prudenzialmente un contratto a 14 mensilità e divisore contrattuale di 168 ore al mese.
  • La settimana lavorativa standard è stata considerata essere di 40 ore, con 8 ore di lavoro giornaliero.
  • Il calcolo dell'IRPEF viene effettuato applicando le aliquote mensili.
  • La tassazione addizionale IRPEF viene calcolata prudenzialmente utilizzando lo 0,8% per il calcolo delle addizionali comunali e il 2% per le addizionali regionali, rateizzate prudenzialmente su dieci mensilità, assunto di essere in condizione di medesima RAL e datore di lavoro dell'anno precedente.
  • La tassazione INPS viene calcolata prudenzialmente utilizzando una aliquota del 10%, con imponibile il 100% dalle retribuzione lorda spettante all'azienda.
  • Le detrazioni da lavoro dipendente hanno come unico mese di applicazione della cassa integrazione quello corrente.
  • Non vengono applicate altre detrazioni.

Se pensi si possa fare meglio, vogliamo sentirti. Scrivici.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.

Il lavoro, rilasciato in modalità "Free Cultural Works", è un nostro contributo al particolare momento che stiamo vivendo.

Prodotti digitali quali sistemi composti da servizi as a service, ognuno con una soluzione specifica, dall'hosting al CRM.

Progettare un product system che duri nel tempo vuole anche dire utilizzare servizi as a service economicamente e finanziariamente sostenibili nel tempo.

Questo foglio di calcolo, realizzato con Microsoft Excel, ma utilizzabile con qualunque altro editor, viene in supporto nell'individuare l'impegno economico e finanziario del product system che stai progettando per te o per un tuo cliente.

L'unica cosa da fare è inserire nelle celle azzurre (di input) la tariffazione di ogni servizio, mensile o annuale nell'apposita colonna. La limitazione del foglio di calcolo è che non include costi di sviluppo o prima installazione del product system, rendendolo dunque uno strumento ideale per valutare progetti realizzati in-house con soluzioni SaaS che non richiedono one-time fee.

Questo strumento è derivato dalla nostra pratica quotidiana, usandolo prevalentemente nello sviluppo di branded portal per il B2B Thought Leadership Development, facendo incontrare progettazione funzionale, estetica ed economico-finanziaria.

Digital product system economics
Foglio di calcolo degli economics di un digital product system

Lo puoi scaricare gratuitamente e adattarlo ai tuoi scopi. Rispetta la nostra volontà che non venga utilizzato per scopi commerciali.

In tempi di COVID-19, abbiamo riscoperto la necessità di aspettare, in fila, il nostro turno. Ma qualcuno non lo accetta. E, allora, nel mare di servizi offerti per non attendere, dalla consegna della spesa (o della cena), al monitoraggio delle code, noi si fa questo. Una mappa per riscoprire l'esistenza dei mercati rionali (quasi) giornalieri. Porti sicuri di qualità, convenienza, consigli culinari. (quasi) sempre presenti. Senza coda. Valida riscoperta di un modello di acquisto alternativo al supermercato.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.

Rilasciata in modalità "Free Cultural Works", quale contributo al particolare momento che stiamo vivendo (ma non solo) da parte di Flavio Ubezio e Federico Collarin.

Per contribuire all'evoluzione del progetto, ad esempio estendendo la mappa ad altre regioni o ai comuni non di provincia, puoi scriverci e saremo ben felici di darti la possibilità di farlo.

Fonti utilizzate

Per la mappatura dei mercati sono state utilizzate le seguenti fonti:

Abbiamo utilizzato, ove possibile, i dati disponibili presso le Regioni, per integrarli con le informazioni fornite dai Comuni. In ultima istanza, qualora non disponibili dati e informazioni presso Regioni e Comuni, abbiamo utilizzato fonti non ufficiali, ritenute comunque affidabili.